
1914 – 2010
Sri Daya Mata: una vita di amore, umiltà e dedizione a Dio
Il 30 novembre Sri Daya Mata, la nostra cara presidente e sanghamata, ha serenamente lasciato questo mondo per ritornare a Dio e alla sua dimora di gioia eterna. Paramahansa Yogananda l'aveva scelta come guida della sua organizzazione, la Self-Realization Fellowship/Yogoda Satsanga Society of India, e come Madre spirituale di tutti i devoti che avrebbero seguito i suoi insegnamenti. Per più di 55 anni Mataji è stata, per i monaci dell'Ordine monastico come per tutti i membri della SRF/YSS, una guida sublime, una fonte di ispirazione, forza, saggezza e compassione verso tutte le creature. Le innumerevoli anime che nella loro vita sono state toccate dall'amore, dalla comprensione e dal perfetto esempio di spiritualità di Mataji sentiranno profondamente la sua mancanza. Tuttavia, come lei stessa ha detto, "L'amore divino va oltre i confini di questa vita". Daya Mata rimarrà per sempre nel nostro cuore e nella nostra mente come colei che ha vissuto nel modo più pieno gli ideali di Gurudeva e ha dimostrato infinita sollecitudine per tutti i figli di Dio.
Una vita straordinaria
Sri Daya Mata ha vissuto una vita straordinaria: ha trascorso quasi 80 anni negli ashram del suo Guru, sempre immersa in pensieri di amore per Dio e pronta ad agire con dedizione assoluta per Lui. Pur essendo impegnata nei numerosi compiti legati all'opera spirituale e umanitaria di Paramahansa Yogananda, irradiava costantemente una rara forza interiore e un amore infinito. Da vera 'Madre di compassione', come suggerisce il suo nome, Daya Mata offriva sempre gentilezza e amore incondizionato a chiunque incontrasse, e ogni giorno pregava per le tante anime che avevano chiesto il suo aiuto spirituale.
Daya Mataji, raro esempio di vera umiltà, metteva sempre al primo posto il pensiero di Dio. Come ha detto una volta: "Ricordo spesso a me stessa Io sono quella che sono di fronte a Dio e al Guru, né più né meno. Non pretendo di essere perfetta o di avere grandi doti o capacità; voglio rendere perfetta una sola cosa: il mio amore per Dio,". Impegnandosi con costanza e determinazione per raggiungere questo obiettivo, è diventata un puro strumento di Dio, attraverso il quale l'amore divino ha potuto riversarsi su innumerevoli anime.
La sua vita è stata totalmente dedita al servizio di Dio e dell'umanità, nell'impegno costante di realizzare gli ideali di Gurudeva. Seguendo fedelmente la sua routine spirituale e al tempo stesso traendo gioia e gratificazione dall'adempimento dei suoi impegnativi doveri, Daya Mata è stata un esempio sublime dell'arte di condurre una vita equilibrata. Come lei stessa ha detto: "Riesco a svolgere tutti questi compiti non malgrado la routine spirituale, ma grazie ad essa. È così che ricevo forza, ispirazione e consiglio: meditando al mattino, a mezzogiorno e alla sera, e tenendo la mente sempre rivolta a Dio tra una meditazione e l'altra, come ci ha insegnato Paramahansaji".
Una famiglia speciale
Daya Mata, al secolo Faye Wright, nacque a Salt Lake City, nello Utah, il 31 gennaio 1914. Crebbe in una famiglia molto speciale, poiché la madre, la sorella e due fratelli diventarono discepoli di Paramahansaji. La sorella, Ananda Mata, entrò nell'Ordine monastico della Self-Realization Fellowship nel 1933, e la madre, Shyama Mata, nel 1935. Entrambe servirono con infinita dedizione l'opera del Guru fino agli ultimi giorni della loro vita. Il fratello, Richard Wright, accompagnò il Guru nel lungo viaggio in India, tra il 1935 e il 1936, e alcuni brani del suo suggestivo diario di viaggio sono stati riportati nell'Autobiografia di uno Yogi, il classico spirituale di Paramahansaji. Richard e Dale Wright, l'altro fratello di Mataji, rimasero fedeli agli insegnamenti del Guru per tutta la vita.
Un ardente desiderio per qualcosa di più appagante
Fin da piccola Daya Mata aveva un profondo desiderio di conoscere Dio. A soli otto anni, quando a scuola sentì parlare per la prima volta dell'India, avvertì un misterioso risveglio interiore ed ebbe la certezza che l'India possedeva la chiave preziosa che le avrebbe permesso di raggiungere il pieno appagamento delle sue aspirazioni. Appena tornò a casa, disse alla madre che non si sarebbe mai sposata e che sarebbe andata in India.
Cominciò allora a sentirsi insoddisfatta di quello che le offriva la sua confessione religiosa e a provare un ardente desiderio per qualcosa di più appagante. A 15 anni, ricevette in regalo una copia della Bhagavad Gita, una delle più importanti sacre scritture dell'India. Questo libro la colpì profondamente, perché le fece capire che Dio si può raggiungere e conoscere, e i suoi figli sono esseri divini i quali, con l'impegno personale, possono ottenere ciò che spetta loro per diritto di nascita: l'unione con Dio. Fu allora che Sri Daya Mata prese la risoluzione di dedicare la propria vita alla ricerca di Dio.
Il primo incontro di Sri Daya Mata con Paramahansa Yogananda
Nel 1931, all'età di 17 anni, Daya Mata partecipò con la madre e la sorella a una conferenza tenuta da Paramahansa Yogananda presso l'Hotel Newhouse di Salt Lake City. In quel periodo, Sri Yoganandaji viaggiava negli Stati Uniti, tenendo discorsi e lezioni sulla scienza dello Yoga a vastissime platee, riunite nelle più prestigiose sale del Paese. Sembrava alquanto improbabile che questa timida ragazza di Salt Lake City avesse l'opportunità di incontrare personalmente il Guru. Tuttavia, mentre frequentava le lezioni del grande Swami, Mataji attirò la sua attenzione perché, a causa di una grave affezione del sangue di cui soffriva da tempo, aveva il volto gonfio e coperto di bende.
Daya Mata descrive con queste parole il suo incontro con Paramahansaji: "Tutto il mio essere era pervaso da quella saggezza e da quell'amore divino che si riversavano nella mia anima, inondandomi il cuore e la mente". Aveva ormai deciso di diventare una discepola del grande yogi.
Sri Daya Mata entra nell'Ordine monastico della SRF
Daya Mata racconta che Paramahansaji le chiese se credeva che Dio potesse guarirla. Quando lei rispose di sì, il Guru le toccò la fronte nel punto fra le sopracciglia e le disse: "Da oggi in poi sei guarita. Tra una settimana non avrai più bisogno delle bende e le cicatrici scompariranno". Accadde esattamente quello che aveva predetto. Poco dopo, con l'aiuto di sua madre, Daya Mata si trasferì a Los Angeles, e il 19 novembre 1931 entrò nell'Ordine monastico della Self-Realization Fellowship. 
Daya Mata recepiva gli
insegnamenti del Guru con passione e profonda sensibilità, ed egli notò presto
che possedeva le qualità per svolgere il ruolo fondamentale a cui era destinata
nella Self-Realization Fellowship. Durante il
primo Natale trascorso nella sua nuova casa – la Casa Madre di Mount Washington
–Paramahansaji mise un piccolo uovo
di vetro sul posto che Daya Mata avrebbe occupato. Quando lei gliene chiese il
motivo, il Guru le rispose: "Tu sei come il primo uovo del mio nido. Con la tua
venuta nell'ashram ho capito che molti altri devoti sinceri saranno attratti su
questo sentiero".
Dedita al servizio per il Guru
L'anno
seguente, Paramahansaji diede a Daya Mata i voti finali di rinunciante dell'antico
Ordine degli Swami: i voti di castità, distacco dai possessi, obbedienza e
lealtà. Così Daya Mata divenne una delle prime sannyasini dell'Ordine monastico della Self-Realization Fellowship
e iniziò una vita totalmente dedita a Dio e al Guru, alla meditazione
quotidiana e al servizio altruistico per gli altri.
Era evidente fin dall'inizio che
Paramahansa Yogananda aveva scelto Daya Mata per un compito speciale. In
seguito le disse che le aveva impartito la stessa ferrea disciplina spirituale
che lui aveva ricevuto durante gli anni trascorsi in India nell'ashram del suo
Guru, Swami Sri Yukteswar.
Per più di vent'anni Paramahansaji
curò personalmente la formazione spirituale di Sri Daya Mata, insieme a quella
di una piccola cerchia di discepoli che erano quasi costantemente alla sua
presenza. Svolgendo il compito di segretaria che le era stato affidato, Mataji
stenografò e trascrisse scrupolosamente tutti i suoi discorsi e le sue conferenze
e lo aiutò nella stesura delle Lezioni
sulle tecniche di meditazione e sull'arte di vivere in accordo con i princìpi
spirituali, Lezioni che sono
tutt'oggi inviate agli studenti della Self-Realization Fellowship.
"Il mio lavoro è finito, adesso comincia il tuo".
Con il passare degli anni,
Paramahansaji le affidò responsabilità sempre crescenti e nell'ultimo periodo
della sua vita terrena parlò apertamente del ruolo che Daya Mata avrebbe svolto
un giorno per la sua opera. Così le sue responsabilità aumentarono, e questo si
tradusse per lei in una prova molto ardua. Da umile devota, il suo unico
desiderio era quello di avvicinarsi sempre più a Dio, dedicandosi alla
meditazione profonda. Pregò quindi
il Maestro di lasciarle un ruolo subordinato e di affidare il compito di
guidare l'organizzazione a chiunque altro lui volesse. Ma Paramahansaji fu
irremovibile. Allora Daya Mata, desiderando sopra ogni altra cosa di fare la
volontà di Dio e del Guru, si arrese ai suoi desideri. Paramahansaji le disse:
"Il mio lavoro è finito, adesso comincia il tuo".
Nel 1955, tre anni dopo il mahasamadhi di Paramahansa Yogananda,
Daya Mata succedette a Rajarsi Janakananda in qualità di Presidente della
Self-Realization Fellowship/Yogoda Satsanga Society of India (SRF/YSS), come
aveva desiderato il suo Guru. Mataji divenne così una delle prime donne a capo
di un movimento religioso mondiale e una delle prime donne occidentali venerate
come autentico esempio del Sanatana
Dharma, la religione eterna. Come successore spirituale di Sri Yogananda,
Daya Mataji ha assolto il compito di guidare spiritualmente i membri dalla
SRF/YSS e i rinuncianti degli ashram statunitensi, indiani e tedeschi, nonché
di sovraintendere alle molteplici attività spirituali e umanitarie svolte
dall'organizzazione in ogni parte del mondo. Negli anni, fece anche cinque
lunghi viaggi in India per curare le attività della Yogoda Satsanga Society.
La guida di Sri Daya Mata
Sotto la guida di Sri Daya Mata,
l'opera della Self-Realization Fellowship è cresciuta in tutto il mondo. La SRF/YSS annovera oggi dodici comunità
monastiche e più di 600 tra templi, centri di meditazione e ritiri, distribuiti
in circa 60 Paesi; la SRF cura inoltre la pubblicazione delle opere di
Paramahansa Yogananda e di alcuni dei suoi discepoli, e sovraintende a molte
altre attività, tra cui cicli di conferenze sugli insegnamenti di Paramahansaji
e periodi di ritiro spirituale, tenuti dai suoi monaci in tutto il mondo, come
pure un Circolo mondiale di preghiera per la guarigione dai mali fisici,
mentali e spirituali e per la pace nel mondo.
Negli ottant'anni di amorevole
servizio reso all'opera del Guru, Mataji non ha mai cercato di primeggiare o di
ricoprire ruoli importanti. Gli unici suoi obiettivi sono stati quelli di
preservare la purezza e l'integrità degli insegnamenti di Paramahansaji, di
perfezionare in se stessa le qualità del vero discepolo e di aiutare
amorevolmente tutti coloro che si rivolgevano a lei in cerca di forza
spirituale e comprensione. Rimanendo assolutamente fedele a questi ideali, Daya
Mata è stata di ispirazione per innumerevoli ricercatori della verità,
riversando su di loro le sue benedizioni.
Gli ultimi anni di Daya Mata e l'eredità di amore che ci ha lasciato
Pur avendo trascorso gli ultimi
anni in solitudine, Daya Mata ha continuato a occuparsi attivamente dell'opera
del Guru, collaborando con Mrinalini Mata, vicepresidente della SRF, e con
altri monaci e membri del Board of
Directors. Mataji ha profuso i suoi
consigli spirituali nei numerosi articoli apparsi regolarmente sulla rivista Self-Realization, nelle lettere inviate
ai centri e ai gruppi di meditazione e in una voluminosa corrispondenza
personale con le migliaia di devoti che si rivolgevano a lei per ricevere aiuto
e conforto. L'ultima parte della sua vita l'ha dedicata soprattutto a meditare profondamente
e a pregare ogni giorno per gli altri.
Nel suo cuore è rimasto vivo il
desiderio di infondere negli altri un profondo amore per Dio e per tutti i suoi
figli, grazie alla meditazione quotidiana. Daya Mataji ha detto: 
"La capacità di amare in modo puro
e incondizionato si acquisisce meditando, vivendo un rapporto d'amore con Dio e
conversando silenziosamente con Lui nel linguaggio del proprio cuore. Non credo
che nella mia vita ci sia un solo momento in cui non stia parlando con Dio. Il
fatto che Egli mi parli o meno non è poi così fondamentale per me. Forse è
singolare pensarla in questo modo, ma io so soltanto quanto è grande la gioia
che scaturisce da questa intima conversazione con Dio, e l'improvviso e intenso
fremito di divino amore, di beatitudine o di saggezza che sento poi riversarsi
nella mia coscienza. Allora so: 'Ah, Madre divina, sei Tu che mi dai tutto ciò
che cerco in questa vita'. Dio è l'unica realtà. Lui solo è la vita".
La capacità di elevare gli altri,
di cui sono dotati coloro che hanno veramente vissuto una vita di devozione
incondizionata per Dio, va ben al di là della loro esistenza terrena. Anche adesso possiamo percepire le
benedizioni di Sri Daya Mata che si riversano su di noi e ci sono di guida e di
incoraggiamento a proseguire nella ricerca spirituale. Vi invitiamo a unirvi a
noi nell'esprimerle il nostro amore e la nostra gratitudine, consapevoli che
godremo sempre del suo amore divino e della sua tenera sollecitudine.