|

    Glossario H–L

    A - B   |   C - D  |  E - G  |  H - L  |  M - P  |  R - S  |  T - Z

     

    illusione cosmica. V. maya.

    Induismo. V. Sanatana Dharma.

    intuizione. L’onnisciente facoltà dell’anima, che consente all’uomo di percepire direttamente la verità senza ricorrere ai sensi.

    ji. Suffisso di rispetto che viene aggiunto in India agli appellativi e ai nomi propri come ad esempio Gandhiji, Paramahansaji, Guruji.

    Jnana Yoga. (Si pronuncia ghiana yoga) Il sentiero che conduce all’unione con Dio mediante la trasformazione della facoltà intellettuale del discernimento nell’onnisciente saggezza dell’anima.

    karma. Gli effetti delle azioni passate, compiute in questa vita o in quelle precedenti; dal sanscrito kri, ‘fare’. La legge equilibratrice del karma, come spiegano le scritture induiste, è la legge di azione e reazione, causa ed effetto, semina e raccolto. Nella successione di eventi regolata dalla giustizia naturale, ogni essere umano, con i propri pensieri e le proprie azioni, diviene l’artefice del proprio destino. Ogni forza che egli, saggiamente o stoltamente, ha attivato dovrà ritornare al suo punto di partenza, come un cerchio che inesorabilmente si chiude. Comprendere che la legge del karma è una legge di giustizia permette di liberare la mente umana dal risentimento verso Dio e verso gli uomini. Ogni essere umano porta con sé il suo bagaglio di karma da un’incarnazione all’altra, finché non lo avrà esaurito o trasceso spiritualmente. V. reincarnazione. L’insieme delle azioni compiute dagli esseri umani in una comunità, in una nazione o nel mondo intero costituisce il karma di massa, che provoca effetti circoscritti o di vasta portata in base al grado di bene o di male contenuto da tali azioni e all’equilibrio o disequilibrio tra karma positivo e karma negativo. I pensieri e le azioni di ciascuno contribuiscono perciò al bene o al male di questo mondo e di tutti i popoli che lo abitano.

    Karma Yoga. Il sentiero che conduce a Dio mediante l’azione e il servizio compiuti senza attaccamenti. Servendo altruisticamente, offrendo a Dio i frutti delle proprie azioni e vedendo in Lui l’unico Artefice, il devoto si libera dall’ego e fa l’esperienza di Dio. V. Yoga.

    Krishna. V. Bhagavan Krishna.

    Kriya Yoga. Una sacra scienza spirituale, nata in India millenni or sono. Comprende delle tecniche di meditazione che, praticate con impegno e regolarità, portano alla realizzazione di Dio. Paramahansa Yogananda ha spiegato che la radice sanscrita di kriya è kri, ‘fare’, agire e reagire; la stessa radice è presente anche nella parola karma, la legge naturale di causa ed effetto. Il Kriya Yoga è quindi “l’unione (yoga) con l’Infinito mediante una certa azione o un certo rito (kriya)”. Il valore del Kriya Yoga è esaltato da Krishna nella Bhagavad Gita e da Patanjali negli Yoga Sutra. Riportato in vita nell’era moderna da Mahavatar Babaji (v.), il Kriya Yoga è la diksha (iniziazione spirituale) conferita dai Guru della Self-Realization Fellowship. Dopo il mahasamadhi (v.) di Paramahansa Yogananda, la diksha viene conferita dal suo rappresentante, il presidente e guida spirituale della Self-Realization Fellowship/Yogoda Satsanga Society of India (oppure da una persona designata dal presidente stesso).

    kundalini. La potente corrente di energia vitale creativa che risiede in un sottile condotto spiraliforme posto alla base della spina dorsale. Nella comune coscienza di veglia, la forza vitale del corpo fluisce dal cervello verso il basso, lungo la spina dorsale, e verso l’esterno, attraverso questo condotto a spirale della kundalini, dando vitalità al corpo fisico e legando alla forma mortale il corpo astrale (v.) e quello causale (v.), come pure l’anima che vi dimora. Negli stati superiori di coscienza che la meditazione si propone di raggiungere, l’energia kundalini subisce un’inversione di direzione, risalendo lungo la spina dorsale e ridestando così le facoltà spirituali latenti nei centri cerebrospinali (chakra). Kundalini è anche detta la ‘forza serpentina’, per la sua configurazione a spirale.

    Kutastha Chaitanya. Coscienza Cristica (v.). La parola sanscrita kutastha significa ‘ciò che rimane immutato’; chaitanya significa 'coscienza'.

    Lahiri Mahasaya. Lahiri era il nome di famiglia di Shyama Charan Lahiri (1828-1895). Mahasaya, un appellativo religioso sanscrito, significa ‘dalla grande mente’. Lahiri Mahasaya era discepolo di Mahavatar Babaji e guru di Swami Sri Yukteswar (a sua volta guru di Paramahansa Yogananda). Lahiri Mahasaya fu il discepolo al quale Babaji rivelò l’antica, e ormai quasi perduta, scienza del Kriya Yoga (v.). Insignito dell’appellativo di Yogavatar (‘incarnazione dello yoga’), fu una figura di fondamentale importanza per la rinascita dello yoga nell’India moderna, impartendo i suoi insegnamenti ed elargendo le sue benedizioni a innumerevoli ricercatori che chiesero la sua guida, senza alcuna discriminazione di casta o di fede religiosa. Fu un maestro simile al Cristo, dotato di poteri miracolosi, ma anche un padre di famiglia, che doveva far fronte a compiti e responsabilità nel mondo del lavoro, dimostrando all’uomo dell’epoca moderna come si possa raggiungere nella vita un equilibrio ideale armonizzando la meditazione con il coscienzioso svolgimento dei propri compiti materiali. La vita di Lahiri Mahasaya è descritta nell’Autobiografia di uno yogi (Astrolabio, Roma).

    Lezioni della Self-Realization Fellowship. Gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda, inviati agli studenti della Self-Realization Fellowship di tutto il mondo, sono costituiti da una serie di lezioni, messe a disposizione di tutti i sinceri ricercatori della verità. Le lezioni contengono le tecniche di meditazione yoga insegnate da Paramahansa Yogananda, incluso il Kriya Yoga (v.) riservato a coloro che sono riconosciuti idonei a praticarlo.

     

     

    A - B   |   C - D  |  E - G  |  H - L  |  M - P  |  R - S  |  T - Z

     

    Copyright © Self-Realization Fellowship. Tutti i diritti sono riservati.