|

    Glossario C–D

    A - B   |  C - D  |   E - G   |   H - L   |  M - P  |  R - S  |  T - Z

     

    casta. La casta, nella sua concezione originale, non era uno stato ereditario, ma una classificazione basata sulle capacità naturali dell’uomo. Nel corso della sua evoluzione l’essere umano passa attraverso quattro stadi distinti, indicati dagli antichi saggi induisti come sudra, vaisya, kshatriya, e brahmin. Il sudra è interessato soprattutto alla soddisfazione delle esigenze e dei desideri del corpo; l’attività che meglio si addice al suo stato di sviluppo è il lavoro fisico. Il vaisya ambisce sia i conseguimenti materiali sia la soddisfazione dei sensi; possiede maggiori capacità creative del sudra e cerca occupazioni come quella del contadino, dell’uomo di affari e dell’artista o qualunque lavoro possa soddisfare le sue energie mentali. Lo kshatriya, avendo già soddisfatto in molte incarnazioni i desideri degli stati Sudra e vaisya, comincia a cercare il senso della vita; tenta di superare le proprie abitudini cattive, di controllare i sensi e di fare ciò che è giusto. Gli kshatriya sono nobili legislatori, uomini di stato, guerrieri. Il brahmin ha superato la propria natura inferiore, è tendenzialmente portato alla ricerca spirituale e conosce Dio; è perciò in grado di insegnare agli altri e di aiutarli a liberare se stessi.

    chakra. Nello Yoga, i chakra sono i sette centri occulti della vita e della coscienza, posti nella spina dorsale e nel cervello, che danno vita al corpo fisico e al corpo astrale dell’essere umano. Questi centri sono chiamati chakra (‘ruote’) perché l’energia concentrata in ciascuno di essi è simile al mozzo di una ruota da cui si dipartono raggi di luce e di energia, fonti di vita. In ordine ascendente i chakra sono i seguenti: muladhara (il centro coccigeo, alla base della spina dorsale); svadhisthana (il centro sacrale, cinque centimetri sopra il muladhara); manipura (il centro lombare, opposto all’ombelico); anahata (il centro dorsale, opposto al cuore); vishuddha (il centro cervicale, alla base del collo); ajna (tradizionalmente situato tra le sopracciglia; in realtà, direttamente collegato per polarità con il midollo allungato; si veda anche midollo allungato e occhio spirituale); e sahasrara (sulla sommità del cervello).

    I sette centri sono aperture, o ‘botole’, concepite da Dio, attraverso le quali l’anima è discesa nel corpo e attraverso le quali deve progressivamente risalire allo Spirito mediante la meditazione. L’anima compie sette passi per raggiungere la libertà nella Coscienza Cosmica. Risalendo consapevolmente i sette centri cerebrospinali aperti o ‘risvegliati’, l’anima viaggia sulla strada maestra che porta all’Infinito, la vera via percorrendo la quale tornerà a unirsi a Dio.

    I trattati di yoga generalmente si riferiscono con il termine di chakra solo ai sei centri inferiori, mentre riservano il termine di sahasrara al settimo centro, che è considerato separatamente. Tutti e sette i centri, tuttavia, sono spesso chiamati fiori di loto, i cui petali si aprono, ovvero si volgono verso l’alto, durante il risveglio spirituale, quando l’energia vitale e la coscienza risalgono lungo la spina dorsale.

    centro cristico. Il Kutastha, ovvero il chakra ajna, posto nel punto tra le sopracciglia e direttamente collegato per polarità con il midollo allungato (v.); è il centro della volontà e della concentrazione, nonché della coscienza cristica (v.); è la sede dell’occhio spirituale (v.).

    chitta. Sentimento intuitivo; l’insieme delle facoltà della coscienza, i cui elementi essenziali sono ahamkara (il senso dell’io), buddhi (l’intelligenza) e manas (la mente, cioè la coscienza dei sensi).

    Concentrazione (Tecnica di). La tecnica di concentrazione della Self-Realization Fellowship (chiamata anche tecnica Hong-So) che viene insegnata nelle Lezioni della Self-Realization Fellowship. Questa tecnica aiuta in modo scientifico e ritirare l’attenzione da tutti gli oggetti di distrazione e a indirizzarla verso un solo oggetto alla volta. È perciò di valore incalcolabile per la meditazione, cioè la concentrazione su Dio. La tecnica Hong-So è parte integrante della scienza del Kriya Yoga (v.).

    corpo astrale. Il sottile corpo di luce dell’essere umano, costituito di prana o vitatroni; è il secondo dei tre involucri che rivestono l’anima: prima il corpo causale (v.), poi quello astrale e infine quello fisico. Le facoltà di cui è dotato il corpo astrale danno vita al corpo fisico, in modo analogo a come l’elettricità illumina una lampadina. Il corpo astrale ha diciannove componenti: l’intelligenza, l’ego, il sentimento, la mente (la coscienza sensoriale); cinque strumenti di conoscenza (le facoltà sensoriali presenti negli organi fisici della vista, dell’udito, dell’odorato, del gusto e del tatto); cinque strumenti di azione (le facoltà attuative presenti negli strumenti fisici della procreazione, dell’escrezione, del linguaggio, della locomozione e dell’abilità manuale); e infine cinque strumenti della forza vitale, che svolgono le funzioni della circolazione, del metabolismo, dell’assimilazione, della cristallizzazione e dell’eliminazione.

    corpo causale. L’uomo è essenzialmente anima e, in quanto tale, è dotato di un corpo causale. Il suo corpo causale è un’idea-matrice del corpo astrale e di quello fisico. Il corpo causale è composto di 35 idee elementari corrispondenti ai 19 componenti del corpo astrale (v.) e ai 16 componenti materiali di base del corpo fisico.

    coscienza, stati di. Il comune mortale sperimenta tre stati di coscienza: la coscienza di veglia, quella del sonno e quella del sogno. In nessuno di questi stati l’uomo fa l’esperienza della propria anima, ovvero della supercoscienza, né fa l’esperienza di Dio. L’uomo cristico, invece, ha queste esperienze. Come l’uomo mortale è cosciente di tutto il proprio corpo, così l’uomo cristico è cosciente dell’intero universo, che percepisce come il proprio corpo. Lo stato ulteriore che si raggiunge dopo la coscienza cristica è la coscienza cosmica, l’esperienza dell’unione con Dio nella sua coscienza assoluta al di là della creazione vibratoria, come pure nella sua onnipresenza che si manifesta nei mondi fenomenici.

    Coscienza Cosmica. L’Assoluto; lo Spirito trascendente, che esiste al di là della creazione; Dio Padre. Con coscienza cosmica si intende anche il samadhi, lo stato meditativo di unione con Dio, presente sia nella creazione vibratoria sia al di là di essa. V. Trinità.

    Coscienza Cristica. La coscienza di Dio proiettata nella creazione e immanente in essa. Nelle sacre scritture cristiane è il ‘figlio unigenito’, l’unico puro riflesso di Dio Padre nella creazione; in quelle induiste la coscienza cristica è chiamata Kutastha Chaitanya o Tat, la coscienza universale, ovvero l’intelligenza cosmica dello Spirito onnipresente nella creazione. (I termini ‘Coscienza Cristica’ e ‘Intelligenza Cristica’ sono sinonimi, come lo sono anche ‘Cristo Cosmico’ e ‘Cristo Infinito’). È la coscienza universale, l’unione con Dio, manifestata da Gesù, Krishna e altri avatar. I grandi santi e i grandi yogi la conoscono come samadhi, lo stato meditativo in cui la loro coscienza diviene una cosa sola con l’intelligenza divina immanente in ogni particella del creato; allora essi percepiscono l’intero universo come fosse il proprio corpo. V. Trinità.

    Coscienza di Krishna. Coscienza Cristica; Kutastha Chaitanya. V. Coscienza Cristica.

    Cristo. L’appellativo onorifico di Gesù: Gesù il Cristo. Questo termine sta a indicare anche l’intelligenza universale di Dio che è immanente nella creazione (alla quale a volte si fa riferimento come al ‘Cristo Cosmico’ o al ‘Cristo Infinito’), oppure si usa per riferirsi ai grandi maestri che hanno raggiunto l’unità con questa Coscienza divina. (La parola greca Kristos significa ‘unto’, ‘consacrato’, come il termine ebraico Messia). V. anche Coscienza Cristica e Kutastha Chaitanya.

    darshan. ‘Sacra vista’, ad esempio del proprio guru, cioè la benedizione che si riceve alla sola vista di un santo che ha realizzato Dio.

    dharma. Gli eterni principi di rettitudine che sostengono tutta la creazione; il dovere connaturato nell’uomo di vivere in armonia con questi principi. V. anche Sanatana Dharma.

    dhyana. V. meditazione.

    diksha. Iniziazione spirituale; dalla radice verbale sanscrita diksh, dedicarsi. V. anche discepolo e Kriya Yoga.

    discepolo. Aspirante spirituale che si rivolge a un guru per poter conoscere Dio e che a tal fine stabilisce con il guru un rapporto spirituale eterno. Nella Self-Realization Fellowship, il rapporto tra guru e discepolo si stabilisce mediante l’iniziazione (diksha) al Kriya yoga. V. anche guru e Kriya Yoga.

     

     

    A - B   |  C - D  |   E - G   |   H - L   |  M - P  |  R - S  |  T - Z

    Copyright © Self-Realization Fellowship. Tutti i diritti sono riservati.